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Nelle democrazie contemporanee, la capacità di giudicare la buona e la cattiva politica sembra a volte un’impresa quasi impossibile o, altre volte, un compito così severo da produrre sfiducia e distacco, apatia o scetticismo nei confronti di un’attività, che a sua volta diventa opaca e lontana. Una faccenda remota e separata, rispetto alle questioni di vita di uomini e donne, che condividono l’eguale status di cittadinanza.

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Auguri al nuovo Segretario

contributo inviato da unodisinistra il 27 ottobre 2009

27/10:

Adesso che è stato eletto Bersani vorrei rimboccarmi le maniche e riprendere il contraddittorio interrotto nel sito degli ULIVISTI del Presidente Prodi. Avevo molte speranze che si sono infrante miseramente quando il PD si è arroccato su “posizioni indifendibili” e si è fatto sbeffeggiare da tutti gli uomini del Cavaliere che, forti dell’appoggio populista creato magistralmente dai media al servizio della destra, ha perso il prezioso contatto con il territorio e, quindi, con la maggioranza degli elettori di sinistra o simpatizzati tali. Auspico che il nuovo Segretario del PD riesca a unificare questo partito dilaniato, inaspettatamente, da aspri conflitti interni che “non sarebbero mai dovuti nascere” secondo lo spirito veltroniano. Sono consapevole che gli inizi saranno durissimi e non voglio illudermi che Bersani riesca a trovare la “formula magica” per fare del PD il Partito di tutti gli italiani che amano la vera Democrazia (con la D maiuscola) e non si soffermino davanti alle promesse superficiali di esponenti politici che si fanno scudo del proprio elettorato per ribadire continuamente il proprio strapotere politico largamente legato ad alleanze di comodo. Desidero, invece, fare i miei modestissimi auguri al nuovo Segretario del PD che, partendo dalle sue radici, dovrebbe avere delle ottime possibilità di riavvicinare alla politica (ed alle urne) l’antico elettorato del PC di Berlinguer che non deve essere disprezzato dai moderati di sinistra (come il sottoscritto che aborrisce tutte le posizioni estreme ed intransigenti) perché quell’elettorato costituiva il “nocciolo duro” che per lunghi anni ha consentito di governare l’Italia senza lasciare spazio alla destra più nostalgica che adesso si esprime liberamente deridendo (più o meno apertamente, secondo le circostanze) i martiri della resistenza che hanno permesso al popolo italiano di essere nuovamente libero e pate di una Grande Nazione Europea unita e democratica. unodisinistra 

 

 


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27 ottobre 2009
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